Loop Magnetica
 







 

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Bibliografia e cenni storici

La sigla OFCD può risultare strana ed anche un può misteriosa e fa pensare magari a qualche nuova tecnologia digitale, ma considerando che essa significa “off-center-fed-dipole, si comincerà a capire (almeno da chi non è più tanto giovane) che si tratta di qualcosa  di noto, nonché piuttosto vecchio.

Le molte versioni di questa semplicissima antenna, nata intorno agli anni ’20, sono sono via via comparse  e divenute  poi per noi italiani prevalentamente come “presa calcolata”, ma in modo più specifico ed internazionale come Windom, VS1AA, W0WO, almeno per quelle più note.

La versione di questo dipolo alimentato fuori centro comparve alla fine degli anni ’20 come dipolo a mezz’onda con conduttore singolo sviluppato all’Università dell’Ohio; descritta su QST nel settembre del ’29 da L.Windom, divenendo ben presto nota ovunque col nome di questo autore.

In fig.1 si riporta la versione originale, intesa comunque come antenna monobanda.

Più tardi nel 1936 J.Mc Intosh. VS1AA, introdusse il concetto secondo cui il punto di alimentazione ad un terzo esatto della lunghezza poteva adattarsi  bene su buona parte delle bande radiantistiche poste in relazione armonica.

Questo punto di presa assicurava una impedenza di alimentazione pressochè resistiva sui 300 hom, venendo così a rappresentare un buon funzionamento multibanda (fig. 2).

La discesa era sempre a filo singolo, ed una delle caratteristiche essenziali era che questo conduttore fosse più sottile di quello d’antenna vera e propria. Restava comunque il fatto che ogni linea a conduttore singolo, anche correttamente adattata, irradia una certa energia e in questo caso a polarizzazione verticale, che va ad influire sul diagramma d’irradiazione  e può comunque facilitare il sorgere di problemi di TVI: ciò indipendentemente dal fatto che questo tipo d’antenna, se correttamente installato, è in grado di fornire prestazioni eccellenti.

Nei  anni ’50 si affermò dagli USA, il concetto che una linea bilanciata a 300 hom, (la mitica piattina TV) consentiva un’alimentazione non irradiante, con conseguentemente minori problemi di interferenze (oltreoceano, la TV era già ben diffusa, ed anche i relativi problemi !). In fig. 3 è riportata una tipica versione multibanda <nostrana>, alimentabile con piattina a 300 hom, oppure con <scaletta> a 400 : 500 hom.

Verso la fine  degli anni ’60 fu poi introdotto, all’estremo <trasmettitore> della linea, un balun 4:1 (o meglio 6:1), per passare direttamente ai 50 hom  degli apparati.

Ancora negli anni ’90 sono state presentate discusse versioni modificate, e cioè con posizione spostata anche nettamente della presa di alimentazione; ciò in quanto, nella versione originale, l’adattamento d’impedenza è piuttosto buono su tre delle bande  più importanti ( e cioè 40, 20, e 10 m), mentre l’impedenza dell’antenna risulta fortemente disadattata sui 15 m (in genere, 3° armonica della fondamentale in 40, e quindi molto bassa).Se ne sono pure studiate versioni con bracci multipli di lunghezze diverse, oppure con opportuni contrappesi. Resta il fatto inoppugnabile (di cui quindi ci si dovrebbe accontentare) che la OCFD è un’antenna interessante proprio in quanto è semplice, economica e, almeno su certe bande, l’accordatore d’antenna non è indispensabile.

rK

 
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